Jim Jarmush

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Louis-Ferdinand Céline

Far passare il linguaggio parlato in letteratura – non è questione di stenografia – Alle frasi, ai periodi, occorre imprimere una certa deformazione, un artificio tale che quando uno legge il libro gli sembri che gli si stia parlando all’orecchio – Si arriva a questo mediante una trasposizione di ciascuna parola che non è mai del tutto quella che ci si aspetta, una sorpresina. È quello che accade a un bastone immerso nell’acqua; perché appaia diritto bisogna spezzarlo un pochettino prima di immergerlo, deformarlo preventivamente, se così si può dire. Un bastone regolarmente diritto invece, immerso in acqua, allo sguardo sembra piegato. Lo stesso vale per il linguaggio – il più vivace dei dialetti, stenografato, risulta sulla pagina piatto, complicato e pesante – Volendo rendere per scritto l’effetto di spontaneità della vita parlata bisogna torcere la lingua in puro ritmo, cadenza, parole, ed è una sorta di poesia che produce un grande sortilegio – l’impressione, il fascino, il dinamismo – e poi occorre scegliere il proprio soggetto – Non tutto si può trasporre.

[Céline, ovvero lo scandalo di un secolo di Ernesto Ferrero, in appendice al Viaggio al termine della notte, Corbaccio 1992-2000]

 

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Andy Wharol

Non pensare di fare arte, falla e basta. Lascia che siano gli altri a decidere se è buona o cattiva, se gli piace o gli faccia schifo. Intanto mentre gli altri sono lì a decidere tu fai ancora più arte.

Andy Warhol ❤️
(6 ago. 1928 – 22 feb. 1987)

 

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P. P. Pasolini

Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero.
Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell’istinto del mio mestiere.

Manuale per il critico-scrittore che voglia a ogni costo elogiare i libri degli amici (a loro volta critici-scrittori ecc).

 

Periodi ampollosi = Un nuovo Gadda
Periodi elementari = Un nuovo Carver
Plot debole = Poeta in prosa
Penoso con le metafore = Potenza visionaria
Debole concettualmente = Sensualità della scrittura
Eccesso di epigrafi, citazioni, rimandi = Rivisitazione del post-post-post-moderno (aggiungete quanti post ritenete necessario)
Trama sconclusionata = Un inno alla fantasia
Variazione narrativa da soap = Non dimentico della lezione calviniana di leggerezza
Autoreferenziale = Intimismo straziante e coraggioso
Scritto come un deficiente con vocaboli ricercati = Maestro della lingua
Sociologia a bizzeffe = Indagatore lucido del nostro presente
Buoni sentimenti & pedagogia: Un classico da leggere nelle scuole
Noioso = Autorevolezza letteraria

Luca Ricci